Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultraleggeri

16 Ott 2017
Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultraleggeri

Il 5 e il 6 ottobre l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha invitato la GDO a partecipare a due giornate dedicate alle “Nuove sfide del reparto ortofrutta“. Durante la seconda giornata è stata presentata la ricerca IPSOS sulle nuove tendenze degli italiani nei consumi e nelle diverse soluzioni di packaging e i nuovi provvedimenti sull’imballo degli alimenti sfusi. 

La ricerca: "Gli italiani e la nuova legge sui sacchetti ultraleggeri"

Il 66% degli italiani acquista la frutta e verdura al supermercato nonostante il canale preferito di acquisto sia il fruttivendolo (33%) e più dell’80% preferisce comperarla sfusa perché ritenuto più sano. I sacchetti per il confezionamento di frutta e verdura sono usati dall’80% degli italiani che fanno la spesa al supermercato e il 58% di essi si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente l'introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. E’ quanto emerge dal rapporto di ricerca integrato I “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta” presentato il 6 ottobre all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli. Il rapporto di ricerca è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste CAWI (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni. Il rapporto evidenzia un netto cambio di paradigma nella sensibilità ambientale della popolazione: le persone si mostrano più attente sia come atteggiamento che negli stili di vita. Il 71% degli italiani ritiene che, rispetto al passato, vi sia un’attenzione maggiore anche al riciclo dei materiali, e difatti, in 10 anni, le dichiarazioni sulle abitudini di raccolta registrano forti incrementi percentuali (+45% per l’umido, +34% per le pile; +33% per i farmaci). Il consumatore si rende conto che sono in atto cambiamenti importanti, poiché ormai è forte l'esigenza di mettere fine a comportamenti che impattano sulla salute del pianeta ed ognuno è chiamato a fare la propria parte. Infatti, rispetto all’attribuzione di responsabilità sulla creazione delle “garbage trash”, il 70% degli intervistati si auto-colpevolizza. Emerge anche la volontà di spendere qualcosa in più per un prodotto che salvaguardi ambiente e occupazione; solo una quota residuale del campione (16%) non si trova d’accordo. A fronte di questa accresciuta consapevolezza, la direttiva europea relativa all'introduzione dei sacchetti per il primo imballo alimentare (frutta e verdura, gastronomia, panetteria, pescheria, macelleria) in materiale biodegradabile e compostabile, recepita dall’art. 9 bis d.l. n. 91/2017 (c.d. decreto Mezzogiorno), viene accolta con favore dal 58% degli italiani che la ritiene la naturale conclusione di un ciclo virtuoso iniziato nel 2011. Sul tema del pagamento di tali sacchetti, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo. Peraltro, una forte apertura di credito all’acquisto a pagamento viene fornita dalla prospettiva occupazionale, che incontra il favore della quasi totalità del campione (86%), purché supportata efficacemente da un messaggio credibile e onesto (65%). Al di là delle reazioni più irrazionali, le ipotesi di cambiamento di abitudini a seguito dell’introduzione dei sacchetti a pagamento, si orientano in pratiche molto pragmatiche ma l’elemento che rileva il più sensibile incremento dall’indagine dello scorso gennaio è quello del riutilizzo dei sacchetti per la raccolta dell’umido (+10punti percentuali), a conferma del beneficio funzionale introdotto dal nuovo materiale, che soddisfa l’anima utilitaristica del consumatore. La comunicazione, giocherà un ruolo chiave: dovrà essere fortemente coinvolgente sul piano emotivo. Dovrà essere capace di coinvolgere ed attivare le coscienze (già) sensibilizzate dei consumatori dando enfasi al fine ultimo e rendendo partecipi di un progetto comune. Secondo Alessandro Ferlito, responsabile commerciale di Novamont, “un dato emerge su tutti dalla ricerca: per il consumatore il sacchetto, sia esso per asporto merci che frutta/verdura oggi è, a tutti gli effetti, un servizio perché non esaurisce la sua funzionalità nel singolo gesto di trasporto e perché portatore di valori rispetto all’ambiente. Gli italiani sono pronti alla nuova direttiva ma chiedono più qualità e più informazione e la GDO,che da sempre è sensibile a questa domanda, saprà certamente rendersene interprete”.

Video intervista a Nando Pagnoncelli, AD IPSOS su sostenibilità ambientale

“Negli ultimi anni le ricerche evidenziano una crescita significativa della sensibilità ambientale dei cittadini che si traduce nella consapevolezza che il cittadino può, attraverso i suoi comportamenti quotidiani, contribuire al miglioramento complessivo dell’ambiente”

Video intervista a Nando Pagnoncelli, AD IPSOS su cambiamenti legislativi

“Ci sono dei provvedimenti che devono essere proposti a vantaggio dell’intera collettività e a vantaggio dell’ambiente: questi provvedimenti sono utili sia per l’ambiente sia per il singolo individuo che è anche un po’ gratificato all’idea di poter fare, con dei piccoli gesti quotidiani, qualche cosa per l’ambiente”