TouchPoints: il tuo alleato nelle campagne cross-mediali

Nell’attuale ecosistema digitale popolato da una pluralità di piattaforme e device, gli utenti hanno un crescente controllo di come e quando utilizzare i media. Per sviluppare strategie media e strategie di brand efficaci serve quindi dotarsi di una visione unitaria dei comportamenti del consumatore alla quale agganciare gli atteggiamenti, sempre più frammentati, e spesso esplorativi e inediti, di fruizione cross-mediale.

In risposta a questa esigenza, la ricerca TouchPoints si pone l’obiettivo di descrivere e raccontare la vita del consumatore:

  • indagandone i comportamenti nella fruizione cross-mediale e nel path-to-purchase
  • esaminando come i media si inseriscono concretamente nella sua vita, nel «time budget» quotidiano (fotografando una settimana «tipo»)
  • registrando non solo i suoi atteggiamenti ma anche i suoi stati d’animo nei diversi momenti della vita quotidiana.

TouchPoints nasce nel 2006 in UK, dal 2015 Reality Mine acquisisce la licenza per utilizzare il marchio TouchPoints su scala internazionale. Nel 2016 lo studio è condotto per la prima volta in Italia e Ipsos Italia diventa partner commerciale di Reality Mine nella gestione dei dati.

I dati di TouchPoints Italia 2016 sono stati raccolti interrogando un panel di 1232 persone maggiorenni, rappresentativo della popolazione online.

Perché usare TouchPoints?

Grazie alla ricchezza di dati raccolti, TouchPoints può essere un ottimo alleato nella strutturazione di campagne cross-media efficaci, ben targettizzate e strategicamente posizionate. Inoltre l’utilizzo di TouchPoints permette di identificare le modalità più premianti con cui entrare in connessione con il proprio target (in termini di luogo, tempo, occasione, stato d’animo).

TouchPoints raccoglie dati anche in altri Paesi sia europei (es. Francia, Germania, Spagna, ecc.) che extra-europei (es. Usa, Canada, Russia, ecc.). Grazie alla partnership di Ipsos con Reality Mine è possibile, a richiesta, ottenere informazioni utili per il confronto con gli altri mercati.

Come funziona?

TouchPoints è uno strumento di rilevazione «in the moment» (indaga comportamenti media e interazioni con i brand a ridosso dell’esperienza, minimizzando lo sforzo del «ricordo») e «intelligente» (alleggerisce lo sforzo richiesto ai rispondenti raccogliendo informazioni anche in modo passivo)

TouchPoints ha 3 componenti

  • Mobile ediary: tramite app sul loro smartphone, a intervalli di 30 minuti, i panelisti indicano dove si trovano, con chi, attività svolte, media utilizzati, comportamenti di consumo, stati d’animo
  • Behavioural passive data: si rileva passivamente l’utilizzo di app sulla smarpthone dell’intervistato il (tempo trascorso, numero di sessioni, categoria/titolo app)
  • Questionario online: indaga attitudini e comportamenti (media, shopping, advertising, dotazioni tech)
29 Mar 2017

Ipsos interviene allo IAB Seminar Content Strategy

Il prossimo 7 Aprile si terrà lo "IAB Seminar Content Strategy: from Advertisers to Media Companies", un appuntamento organizzato da IAB Italia interamente dedicato all’approfondimento dei trend e delle best practices del Content Marketing.

Saranno tre i filoni tematici attorno ai quali si svilupperanno gli interventi in agenda: Branded Contents, Distribution&Content Strategy, Metriche e Misurazione. L’obiettivo sarà quello di fornire agli advertiser e a tutti gli operatori del settore uno scenario esaustivo sulle innumerevoli opportunità di questo segmento di mercato, attraverso la presentazione di dati di mercato, di  case histories di successo e best practices.  A condividere la propria esperienza professionale ci sarà anche Jennifer Hubber (CEO di Ipsos Italia) a cui è affidato il primo sul branded content.

Tanti ancora gli argomenti che verranno approfonditi tramite case history e interventi a carattere formativo e divulgativo, tra cui Logiche di Pianificazione, Efficacia, Scelte dei Formati, Native Programmatic, Viewability, Engagement e Reputation.

Ti aspettiamo il 7 Aprile al MiCo Ala Nord di via Gattamelata, Gate 14.

 

26 Mar 2017

Ricerche di Mercato: nel 2016 il fatturato cresce del 1,9%

Nel 2016 il fatturato del mercato delle Ricerche in Italia è cresciuto dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2015, raggiungendo i 477,6 milioni di euro. A trainare il comparto le ricerche continuative su panel (+9,1%) e le ricerche quantitative ad hoc (+3,0%). A rivelarlo è Assirm, l’Associazione degli Istituti di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, che ha presentato i dati congiunturali del proprio settore, coinvolgendo nella propria analisi un campione di 45 Istituti Associati.

Tra le ricerche su panel, crescono quelle destinate ai retailer (+1,4%) e in particolare i retail audit, che includono tutte le categorie di vendita al dettaglio. A mostrare segno negativo sono invece le ricerche su panel di famiglie e consumatori (-3,1%). Le ricerche quantitative ad hoc vedono la crescita dei sondaggi elettorali (+25%), complice il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Quasi altrettanto significativa è la crescita delle ricerche online (CAWI), che registrano un +14,4%. Male invece le rilevazioni di tipo telefonico (-1,1%) e le personali (-23,3%), nel cui declino si intravede l’impronta della rivoluzione digitale.

«Il settore delle Ricerche di Mercato sta attraversando un periodo di profondo rinnovamento» ha dichiarato il Presidente di Assirm Umberto Ripamonti. «I metodi di rilevazione si evolvono, poiché a evolversi è la società stessa. E in una società in cui il digitale si impone con sempre maggiore fermezza, gli strumenti della Ricerca non possono essere da meno. I dati sul nostro settore mostrano una generale ripresa a ogni livello. Si continua a investire nelle ricerche di mercato perché se ne riconosce il valore strategico per il business aziendale. Anche da parte dei nostri Associati si registra quasi ovunque un sentiment positivo verso questo 2017 appena iniziato. Basti pensare che il 49% ritiene che nel 2017 il fatturato sarà maggiore di quello del 2016».

Passando alle ricerche qualitative, l’indagine condotta dall’Associazione vede nelle indagini individuali online uno dei principali strumenti utilizzati per la rilevazione di dati, con una variazione dell’26,5% rispetto al 2015. Tra i settori finali della ricerca di mercato si è registrato un aumento di rilevazioni all’interno dell’ambito dei Media (libri, dischi ed entertainment), che ha registrato un +68,5%. Seguono Informatica, Elettronica e Internet (+20%) e la Pubblica Amministrazione (+14,6%); hanno invece perso terreno i Beni di consumo (-14,5%) e i Servizi alla collettività e alle imprese (-11,1%).

 

25 Mar 2017

#Worldwaterday - Lo studio internazionale Ipsos dimostra che siamo ben consapevoli del valore dell’acqua

Con l'hashtag #WORLDWATERDAY anche quest’anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite come momento per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione dell'acqua, per evidenziare la sua l’importanza e la necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti.

Il tema proposto di questo anno è Waste Water: un’edizione che guarda al problema della gestione delle acque reflue da ridurre, depurare e riutilizzare secondo quanto prescrive l'obiettivo sostenibile 6.3 dell'Onu: “migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche, riducendo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclo e il reimpiego sicuro a livello mondiale”.

Per l’occasione Ipsos ha condotto una ricerca a livello globale per capire quanto i cittadini di 24 paesi siano informati e consci del problema. A livello globale, la stragrande maggioranza di tutte le acque reflue provenienti dalle nostre case, città, industrie e lavorazioni agricole viene riversata nell’ambiente senza essere in alcun modo trattata o ripulita. E in molti sembrano essere consapevoli del problema. Infatti, solo il 34% del totale dei rispondenti afferma di essere convinto che le acque reflue nel proprio paese non rappresentino un pericolo per la fornitura di acqua pulita.

I paesi che maggiormente confidano nella buona gestione delle acque reflue (con più del 50% della popolazione che si dichiara fiduciosa) sono:

  • Ungheria 67%
  • Germania 60%
  • Gran Bretagna 52%
  • Svezia 51%

Al contrario, i paesi meno fiduciosi sono:

  • Italia 24%
  • Russia 22%
  • Turchia 22%
  • Corea del Sud 21%
  • Argentina 20%
  • Messico 19%
  • Brasile 17%
  • Colombia 17%

Guardando al futuro, la metà del totale dei nostri intervistati (48%) si dice preoccupata che l’attuale crescita industriale e demografica possa mettere a rischio nei prossimi 5-10 anni l’approvvigionamento di acqua potabile. I paesi che esprimono più preoccupazione (con più del 50% della popolazione che si dichiara preoccupata) sono:

  • Colombia 69%
  • Argentina 64%
  • Cile 64%
  • Peru 63%
  • Messico 63%
  • India 59%
  • Sud Africa 58%
  • Ungheria 56%
  • Corea del Sud 53%
  • Spagna 51%

Al contrario, quelli che esprimono meno preoccupazione (con meno del 30% della popolazione che si dichiara preoccupata) sono:

  • Germania 29%
  • Svezia 29%
  • Gran Bretagna 29%
  • Giappone 16%

“Sempre più, governi e organizzazioni del settore privato stanno mettendo in atto cambiamenti per permettere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tracciati dalle Nazioni Unite fin dal 1993. Garantire il corretto trattamento delle acque reflue aiuterà i paesi a raggiungere l’obiettivo sostenibile 6.3 dell'Onu: ovvero migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua”. Commenta Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, che continua: Questo studio internazionale Ipsos suggerisce che la maggior parte dei cittadini globali è cosciente del problema: infatti la maggioranza dichiara di non avere fiducia nei sistemi di trattamento delle acque reflue e solamente 2 intervistati su 10 si dicono fiduciosi che l’attuale crescita industriale e demografica nel proprio paese non metterà a rischio la fornitura d’acqua potabile nei prossimi 5 - 10 anni. Anche gli italiani sono abbastanza coscienti delle problematiche legate a questo tipo di inquinamento. A tal proposito è interessante notare che nonostante il Bloomberg Global Health Index indica l’Italia come il paese più sano su 163 analizzati anche grazie alla disponibilità di acqua pulita, gli italiani sono comunque sensibili alla necessità di preservare la quantità e qualità le risorse idriche. Infatti solamente il 24% dei nostri connazionali è convinto che l’attuale trattamento delle acque di scarico sia gestita in maniera efficace e non costituisca una minaccia alla tutela di quelle pulite”.

Scarica qui la ricerca completa

 

22 Mar 2017

Partecipa anche tu al lancio di Wealth Insights!

Nasce un nuovo modo di guardare al risparmio e alla ricchezza, Wealth Insights. Vi aspettiamo il  prossimo 5 aprile con l’evento di lancio del nuovo supporto di Business Intelligence realizzato da Prometeia in collaborazione con Ipsos.

Evento Prometea_ Wealth InsightEvento Prometea_ Wealth InsightEvento Prometea_ Wealth Insight

 

Scarica qui il programma completo.

Per ulteriori informazioni sul rapporto e sull'evento scrivi a event@prometeia.com 

 

15 Mar 2017

Gli italiani si esprimono in maniera favorevole al suicidio assistito e all’eutanasia

Nel giorno della preghiera per di Fabiano Antoniano, per tutti DJ Fabo il 40enne cieco e tetraplegico che il 27 febbraio scorso ha deciso di morire in Svizzera, Ipsos ha raccolto l’opinione degli italiani sul delicato tema del fine vita.

I risultati del sondaggio restituiscono un quadro chiaro: per gli italiani il suicidio assistito dovrebbe essere consentito anche nel nostro paese. Infatti, la maggioranza assoluta degli intervistati (il 74%) si dichiara favorevole al suicidio tramite la pratica di somministrazione di una dose di farmaci letali in una struttura dedicata.

Un elevato consenso viene espresso anche per l’introduzione di una legge che preveda l’eutanasia per i malati terminali, cioè la possibilità che il medico causi volontariamente la morte del paziente su richiesta del paziente stesso. Anche in questo caso la percentuale di coloro che si dichiara favorevole è molto elevata, parliamo infatti del 70% del campione. 

 

 

10 Mar 2017

TOPSHARING: Ipsos è nell’era della Sharing Economy… e tu?

In collaborazione con docenti universitari di diversi atenei, Ipsos ha elaborato un Osservatorio sulla sharing economy: TOPSHARING.

Grazie a rilevazioni online (con metodologia CAWI – Computer Aided Web Interviewing) su campioni rappresentativi della popolazione italiana tra i 15 e i 74 anni, stiamo monitorando l’evoluzione della cosiddetta “economia della condivisione” rispetto alla percezione degli Italiani: livello di informazione, giudizi, fruizione di diversi servizi e piattaforme innovative.

Tra gli elementi monitorati abbiamo:

I settori:

  • il car sharing (noleggio e utilizzo di un’auto non di proprietà per brevi tragitti)
  • il car pooling/ride sharing (condivisione dell’auto propria o di terzi per tragitti più o meno lunghi)
  • il bike sharing (utilizzo di una bici non di proprietà per brevi tragitti)
  • il couch surfing (condivisione del proprio divano)
  • la condivisione della propria casa o di una seconda proprietà per pernottamento
  • la condivisione della propria casa per pranzi e cene con estranei
  • l’orto condiviso (coltivare in comunità)
  • il co-working (condivisione di spazi di lavoro e di competenze)
  • Le piattaforme di crowdfunding (per raccogliere/investire capitali per molteplici iniziative)
  • Le piattaforme per petizioni e azioni in favore di  innovazione e cambiamento sociale
  • Il baratto di prodotti e servizi (alimentari, tecnologia, formazione, ecc.)

 I brand:

Sharing economy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le percezioni

  • Attualmente, secondo lei, questo nuovo stile di consumo è un fenomeno di nicchia o ha un’ ampia diffusione?
  • Quali sono le principali ragioni che l’hanno spinta a utilizzare…?
  • Più o meno quanto risparmia in un anno utilizzando servizi di mobilità in condivisione come il car/bike/ride sharing?

Scopri anche tu quali sono i trend in atto in Italia! Scarica qui il documento. 

Per maggiori informazioni su TOPSHARING rivolgersi a andrea.scarmoncin@ipsos.com e andrea.alemanno@ipsos.com

 

09 Mar 2017

Disuguaglianza di genere anche nelle opinioni?

Mentre si dibatte delle sorti dello sciopero delle donne indetto per domani, 8 marzo, le statistiche delle Nazioni Unite raccontano che

  • i paesi in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria
  • in 46 Paesi nel mondo oggi le donne detengono più del 30% dei seggi in parlamento.

Da una prospettiva diversa, i dati possono anche essere letti così

  • Ci sono ancora almeno 15 Paesi in via di sviluppo in cui è altamente improbabile che una bambina possa ricevere l’istruzione di base e
  • ci sono 150 Paesi al mondo in cui lo 0% delle donne o meno di un terzo di esse rappresenta le istanze dei propri elettori

Il punto 5 dell’Agenda degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile prevede di “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze” con un orizzonte temporale al 2030.

A proposito di prospettive, da un recente sondaggio Ipsos in 23 Paesi emerge che meno della metà delle donne intervistate (45%) pensano di avere uguali opportunità rispetto agli uomini del loro Paese, mentre ne sono convinti 6 uomini su 10.

Inoltre, 4 uomini su 10 dichiarano di considerare le iniziative istituzionali a favore delle pari opportunità sufficienti, contro il 32% delle donne.

E in Italia? Il sondaggio mostra che questa distanza di opinione esiste anche da noi, con 19 punti percentuali a distanziare le convinzioni degli uomini da quelle delle donne.

otto marzo

Anche a livello di opinioni sulle iniziative istituzionali, in Italia le opinioni tra sessi divergono: il nostro governo non fa abbastanza per promuovere e garantire uguaglianza di opportunità tra i sessi per il 77% delle italiane (solo il 23% è infatti d’accordo). Ad una distanza di 17 punti, gli uomini, più benevoli nei confronti delle iniziative istituzionali, con il 40% che si dice convinto che ciò che viene fatto sia sufficiente.

otto marzo

Scarica qui il documento completo.

 

08 Mar 2017

Automotive’s Customers Perception

In occasione del convegno La Capitale Automobile Service&3.0 organizzato dalla società Fleet&Mobility, Enrico Billi, head of Ipsos Loyalty, ha presentato la ricerca “Automotive’s Customers Perception“. I temi affrontati sono stati i più diversi: dalla sempre maggiore integrazione tra smartphone e il sistema infotainment dell’auto, al car-sharing, alla possibilità di acquistare un’auto on-line.

Dalla ricerca emerge infatti con chiarezza che il car sharing è ormai un fenomeno importante anche se per ora limitato alle grandi città. Difatti, solamente il 29% del campione lo ha sperimentato anche se l’interesse è sempre più elevato. Al contrario, l’utilizzo in esclusiva dell’auto è ancora piuttosto radicato in Italia: l’81%, infatti, dichiara che, in futuro, prevede di guidare sempre la stessa vettura, o di proprietà o a noleggio.

Nonostante oltre la metà del campione è pronta ad acquistare una vettura on-line, come testimoniato anche dalla recente iniziativa del Gruppo FCA su Amazon, dalla ricerca emergere un dato molto importante per i concessionari: “l’acquisto auto futuro” avverrà ancora dal dealer. In generale, la nuova mobilità comincia a farsi strada nei pensieri degli italiani: non a caso, i nostri connazionali ritengono che la tecnologia a bordo sia fondamentale, soprattutto in ottica di sicurezza.

03 Mar 2017

Agroalimentare, falsi miti e nuove verità: Ipsos e Tuttofood mettono a confronto operatori e consumatori

Questa mattina durante la conferenza stampa Tuttofood 2017 è stata presentata da Jennifer Hubber, Ceo Ipsos Italia, la ricerca "Agroalimentare, falsi miti e nuove verità: IPSOS e TUTTOFOOD mettono a confronto operatori e consumatori". 

In un settore come l’agroalimentare, sempre al centro della scena in Italia e non solo, un sano confronto tra consumatori e operatori è importante per allineare aspettative dei primi con le intenzioni dei secondi.

Un passaggio ancora più fondamentale per una manifestazione di riferimento nel proprio settore, come TUTTOFOOD, a fieramilano da lunedì 8 a giovedì 11 maggio prossimi. Che ha commissionato a IPSOS una ricerca per comprendere fino a che punto i trend individuati dagli operatori corrispondono ai desideri dei consumatori, in modo da valorizzare al massimo il momento espositivo per sviluppare un’offerta più efficace.

IPSOS ha sottoposto le stesse domande a un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni e a un campione di espositori e buyer di TUTTOFOOD. È stato così possibile comparare le opinioni dei due target sui prossimi cinque anni del settore agroalimentare. Il quadro che emerge è di sostanziale accordo.

Cresce il biologico, nelle carni spiccano i salumi

Il biologico continuerà il suo boom. Nella prima metà del 2016 ha fatto registrare un tasso di crescita del 20% a valore, e il suo peso nella nostra spesa continua a crescere, passando in un solo anno dal 2,5% al 3,1% del valore del carrello. Un trend che sembra inarrestabile: il 39% dei consumatori indica proprio questa categoria come quella che aumenterà maggiormente il suo peso nei nostri carrelli nei prossimi 5 anni. Forte crescita in vista anche per i surgelati pronti al consumo, indicati dal 35% dei consumatori, e i surgelati pronti da cuocere (28%): il 51% dei consumatori indica almeno uno dei due, mettendo quindi i surgelati al centro del prossimo futuro. In crescita anche pasta (23%), i prodotti a base di pesce (22%) e i piatti pronti/sughi pronti (21%). Gli operatori concordano con queste ipotesi sul futuro, e vedono un futuro particolarmente importante per i surgelati pronti al consumo.

In calo troviamo soprattutto i prodotti a base di carne, indicati dal 35% dei consumatori, che sembrano quindi continuare il trend decrescente che li caratterizza da una decina d’anni a questa parte; in questo quadro è però bene evidenziare come dei prodotti a maggior contenuto di servizio, come i salumi affettati, hanno mostrato un trend di vendite a valore positivo nell’ultimo anno. Visti in possibile calo dai consumatori sono anche olii e grassi vegetali (24%), bevande dolci ed energy drink (21%), alcoolici (18%) e latticini o derivati del latte (16%), tutte evidenze che, insieme ai prodotti visti in aumento, delineano un carrello della spesa orientato a salute e benessere, almeno nelle intenzioni.

Salute e benessere, ma anche servizio e prezzo

Il paradigma di salute e benessere vale per tutti, anche per coloro che, per scelta o per obbligo, seguono delle diete specifiche, eliminando alcuni ingredienti. Proseguono infatti il loro trend positivo le vendite a valore dei prodotti senza glutine (+20,6%) e dei prodotti senza lattosio (+7,1%). I consumatori pensano che la vera innovazione alimentare sia nei prodotti per intolleranze e diete specifiche (38%), in forte crescita rispetto al passato. Ritroviamo l’innovazione anche con l’attenzione alle radici locali (indicata dal 28% dei consumatori), l’attenzione alla sostenibilità della filiera (28%), e l’utilizzo di etichette più esaustive (26%).

Gli operatori concordano su queste evidenze, ma rispetto ai consumatori pongono maggiore enfasi sui nuovi formati dei prodotti come innovativi. Questa evidenza, unita alla maggiore attenzione per i surgelati pronti al consumo, evidenzia come gli operatori siano coscienti dell’importanza della “servitizzazione” nel settore alimentare: uno studio della dr.ssa Guia Beatrice Pirotti (SDA Bocconi – Claudio Demattè Research Division) ha evidenziato come le aziende alimentari maggiormente orientate al servizio abbiano ottenuto migliori risultati economici negli ultimi 10 anni.

Negli acquisti alimentari, l’attenzione nei prossimi cinque anni sarà sempre concentrata principalmente su due aspetti: prezzo, indicato dal 56% dei consumatori, e qualità, indicato dal 50%, con un consumatore su quattro che le indica entrambe. Molto importanti per i consumatori saranno anche le materie prime utilizzate (44%) e la fiducia verso il paese di provenienza (44%). Temi più direttamente legati alla sostenibilità non sono ancora driver importanti nelle scelte alimentari, anche se il 34% dei consumatori sostiene che l’attenzione alla sostenibilità della filiera aiuti a determinare la percezione di qualità dei prodotti.

Il driver principale nella percezione di qualità, nei prossimi cinque anni, sarà la regionalità, indicata dal 46% dei consumatori, seguita dalla qualità intrinseca delle materie prime (35%), la sostenibilità, la qualità della preparazione (32%), che però non possono fare a meno di un’etichettatura dettagliata (25%). Gli operatori, sempre d’accordo con i consumatori sul quadro generale, pongono più attenzione proprio al tema della sostenibilità, che sarà sempre più un elemento di distinzione.

Il tema della regionalità e delle eccellenze locali è cruciale per un paese come l’Italia, che ha nel Made in Italy uno dei suoi punti di forza. L’export agroalimentare nel 2016 ha raggiunto i 38,4mld di euro, ma questo valore è probabilmente limitato dal fenomeno dell’Italian sounding, che produce un giro d’affari da 54mld di euro. Il problema è molto chiaro sia a operatori che consumatori: il 61%  di questi ultimi pensa che l’italian sounding sia molto diffuso e rappresenti un grave problema per i prodotti italiani, il 10% che potrebbe diventarlo nel prossimo futuro.

Confondersi sull’origine di un prodotto guardando il packaging è piuttosto facile, o almeno è quello che pensa il 79% dei consumatori, e, in media, al 32% dei consumatori esteri è capitato almeno qualche volta di comprare un prodotto che si è rivelato non essere italiano, con dei picchi in India e negli Emirati Arabi Uniti.

 

01 Mar 2017